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Barconi e migranti, dai ragazzi accoglienza senza più pregiudizi
Presentazione del progetto “Benvenuto a casa mia” con scuola Carducci, Kiwanis, “Cuore” e guardia costiera

VENTURINA . Ultimo incontro per la presentazione del progetto “Benvenuto a casa mia”, alla scuola secondaria di I grado. Studio realizzato dagli alunni della IIIA e IIIE delle Carducci, in collaborazione con l’associazione Kiwanis, la cooperativa sociale “Cuore” e la guardia costiera di Piombino.

All’incontro la vicaria, Angela Marina Chiavaroli, la comandante della guardia costiera Rossella Loprieno, la presidente di Kiwanis, Roberta Beccari, gli insegnanti Debora Maccanti e Fabio Bisbocci. Dopo la proiezione del video realizzato dai ragazzi, la comandante ha avuto modo di apprezzare quanto il suo primo intervento avesse lasciato un segno negli alunni ascoltando le loro riflessioni sul percorso svolto durante il progetto. Successivamente sono intervenute la presidente di Kiwanis, e la vicaria che hanno espresso il loro apprezzamento per il progetto e si sono complimentate per la profondità dei sentimenti espressi dagli alunni.

Il precedente incontro si era tenuto a metà dicembre 2017, nella saletta comunale “La Pira” di Venturina Terme; in quell’occasione erano stati organizzati due incontri per favorire la partecipazione e l’intervento da parte degli alunni delle classi che non avevano partecipato direttamente al progetto ma che, con l’aiuto dei loro insegnanti, avevano riflettuto e discusso in classe delle tematiche della migrazione e dell’inclusione dei migranti nel nostro Paese e sul nostro territorio.

Entrambi gli incontri erano stati aperti dalla dirigente scolastica, Daniela Toninelli, che aveva posto l’accento sulla necessità di sensibilizzare gli alunni sull’importanza dell’accoglienza per dare vita a una società più aperta e più sicura, libera da pregiudizi, emarginazioni e razzismi: per raggiungere questo obiettivo, la scuola ha un ruolo di primo piano, in quanto laboratorio di convivenza tra ragazzi che provengono da diverse realtà sociali e geografiche. Successivamente, era intervenuta la presidente di Kiwanis, Roberta Beccari, che aveva presentato l’associazione e i suoi obiettivi; subito dopo Daniele Bressan aveva invitato i ragazzi a riflettere sul fatto che ciò che noi abbiamo e che diamo per scontato sia in realtà qualcosa di prezioso che dobbiamo imparare ad apprezzare meglio: in quest’ottica, aveva spiegato in termini concreti quali fossero gli interventi di Kiwanis in paesi dove la vita non è così facile come da noi. Ai ragazzi che vivono in luoghi difficili, vengono offerti non solo vaccini che possono salvare loro la vita, ma anche semplici giocattoli o matite e fogli per scrivere e disegnare perché ogni bambino possa vivere in modo più sereno la propria infanzia e diventare un adulto più consapevole e forse anche più felice. Bressan aveva anche invitato a riflettere sul fatto che ogni nostro gesto corretto e gentile contribuisce a rendere migliore il mondo, perché è anche con l’esempio che possiamo migliorare il comportamento delle persone.

La parola era passata poi alla guardia costiera e alla Cooperativa Cuore che avevano portato i loro saluti; successivamente la vicaria, Angela Marina Chiavaroli, aveva ribadito l’importanza degli scambi culturali e di come l’integrazione tra culture diverse sia una ricchezza e la vera forza della società.

Poco prima della proiezione del video, le due insegnanti coinvolte nel progetto, Manuela Gori e Debora Maccanti, avevano presentato alcuni dei loro alunni che, emozionati, avevano esposto ciò che questa esperienza ha lasciato in loro.

La sensibilità e la profondità dei pensieri che hanno voluto esprimere può trovare una sintesi nella chiusura dell’intervento di uno di questi ragazzi: «Mi sono immaginato su uno di quei barconi e ho avuto tanta paura».

L’incontro era terminato con la proiezione del video “Benvenuto a casa mia”, articolato in due parti: nella prima gli alunni hanno creato un excursus storico sull’uguaglianza e la tutela dei diritti degli uomini a partire dalla Rivoluzione Francese, passando per la nostra Costituzione e la Dichiarazione dei diritti dell’uomo, mentre nella seconda parte i ragazzi hanno espresso le loro emozioni e i loro pensieri sui migranti.

Dopo la visione del video, erano intervenuti insegnanti e alunni delle altre classi non direttamente coinvolte nel progetto: il loro intervento

ha dimostrato quanto questa tematica sia viva e presente nella nostra società e quanto i ragazzi sentano il bisogno di affrontarla in un modo più vicino a loro, che permetta di liberare le loro emozioni e costruire una società più libera e più sicura, libera da pregiudizi.